lunedì, 26 maggio 2008, ore maggio 26, 2008 21:13
Ebbeh, non c'è nulla da fare. E' proprio vero.
Le persone tradiscono, ma prima di queste, le aspettative che riponi in loro; ma non per pura malvagità e per farti direttamente del male, più perchè messe di fronte a scelte prima o poi finiscono per scegliere quella che, a loro insaputa più o meno, ferisce di più te, anche se nalla maggior parte dei casi garantisce la loro felicità. Io ho sempre detto che la felicità di chi mi sta attorno con un pò più di costanza, viene prima della mia nella maggior parte dei casi, ma una volta arrivati al nocciolo, è davvero così?
Ci ho messo 25 anni della mia vita a tentare di essere una persona diversa dalla media, e ho fatto di tutto per attorniarmi di persone superiori alla media, con le quale confrontarmi nella vita di tutti i giorni e, di conseguenza, accrescere il mio bagaglio sia culturale che di pura esperienza. Ma cosa fare quando le aspettative che riponi in loro, cariche e sentite, crollano da un momento all' altro senza la possibilità di non rovinarti la giornata, e qualcuna delle successive?
Non mi so dare una risposta, dire che "forse sono sbagliato io" è scontato e totalmente retorico. Forse carico le persone che voglio bene di aspettative che nè io nè loro riescono a gestire, a quanto pare. Purtroppo è un automatismo del mio carattere che non posso nascondere, non posso frenare, non posso proprio.
Ognuno muove i suoi passi, se qualcuno ti schiaccia i piedi dovevi aspettartelo, dovevi controllare meglio dove mettevi i piedi. Ma questo vale per tutti eh, di certo io non ne sono immune. Anzi.
Ma quando (spesso) capita a me fà due volte più male.
In questi giorni mi sento solo, mi sento trascurato, mi sento abbandonato; e nemmeno sono uno che ha bisogno di tante attenzioni, solo qualche volta sentirsi dire di essere importante, di essere calcolato, di essere speciale.
No. Non funziona proprio cosi', e questo alone di tristezza pare non andare mai via: esco, bevo, fumo, scherzo con gli amici, e quando torno a casa è li che mi aspetta braccia conserte sulla porta, per poi prendermi per mano e accompagnarmi ogni benedetta volta alla mia stanzetta, l' unica amica che non ti trascura affatto.
E cosi' mi ritrovo, per l' ennesima e triste volta, a fumare sul mio balcone, guardando il tramonto, in attesa di non so cosa, di non so chi.
Da solo, per l'ennesima volta.
Cb
Calebano